Questa storia parte da una mattina di dicembre del 2011. Sembrerà un po’ insolito, ma la verità è che Ecoface nasce letteralmente da un sogno.
Un sogno di quelli veri, che si fanno nel cuore della notte.

Quella mattina mi svegliai con la tipica sensazione di quando sai di aver sognato ma non riesci a ricordare cosa.
La giornata andò avanti e di quel sogno sembrava ormai rimanere una sottile nebbia che si sarebbe diradata con il passare dei minuti.

icon2 La verità è che Ecoface nasce letteralmente da un sogno.

Ma a volte succede che ti ricordi di quello che avevi sognato la notte prima all’improvviso, mentre fai le tue solite cose quotidiane.
Successe quando presi una cioccolata calda al distributore in ufficio. Lanciando il bicchiere marrone chiaro in mezzo agli altri, dentro il cestino, il sogno riemerse con la forza dello spumante che irrompe dalla bottiglia appena stappata.
Mi ricordai di aver sognato un enorme capannone pieno di macchine, avvolto in una nuvola di vapore, come certe stazioni che si vedono nei film, quando arrivano i grossi treni a vapore.
C’erano tante persone che si occupavano di leve e meccanismi complicati; da alcune condotte veniva fuori una pasta simile al dentifricio, ma non era dentifricio, perché una volta raffreddata si trasformava in qualcosa di simile alla grandine, che riempiva un enorme cubo di metallo. Veniva voglia di tuffarvisi come fanno i bambini in quei grandi box pieni di sfere colorate.
Quella sera, mentre cenavo con mio fratello e la mia ragazza, raccontai del sogno, e ne conclusi che doveva trattarsi di qualcosa che aveva a che vedere con il riciclo della plastica.
Nei giorni successivi l’idea non svanì, ma continuò a maturare e a riapparire nelle discussioni familiari, come se stesse tentando da sola di trovare una forma più definita.

Da tempo si parlava spesso di intraprendere una nostra iniziativa imprenditoriale, qualcosa che potesse darci modo di investire sul nostro futuro.
Così cominciai a dedicarmi alle ricerche su internet, per capire che tecnologie e impianti esistevano nel campo del riciclo dei rifiuti.
Tornare indietro a quel periodo mi fa pensare a tutti i sacrifici, le paure, le difficoltà che si presentano quando si vuole creare una start-up. Purtroppo non basta una buona idea per andare avanti e renderla concreta, a volte il percorso è molto simile a un cammino di montagna pieno di tratti franosi e voragini pronte a inghiottirti.

Però con l’impegno e la forza di volontà che ci mettevamo, pian piano il progetto prendeva forma, e finalmente all’inizio del 2013 siamo riusciti ad avviare il cantiere.
Oltre al capannone, in noi cominciava a consolidarsi anche l’idea di poter adottare un modo innovativo di approcciare il mondo dei rifiuti, mettendo insieme tecnologia, organizzazione e logistica all’ingrediente della comunicazione, del marketing digitale e più in generale della cultura.
Cioè, cominciavamo a pensare che anche una materia così paludosa come la gestione dei rifiuti in Sicilia poteva trarre giovamento dal contatto con una visione diciamo più “umanistica”. Bisognava trovare in buona sostanza un modo per avvicinare questa galassia per molti aspetti sconosciuta e difficile alla gente.
Non si trattava più di lavorare bene solo con le cose, ma aprirci al dialogo con le persone e alla condivisione delle nostre idee.
Perché eravamo coscienti del fatto che raggiungere le percentuali di raccolta differenziata imposte dalla Comunità europea sarebbe stato impossibile lavorando solo su piani industriali e modalità di raccolta. Sarebbe stato necessario avvicinarsi una volta per tutte ai cittadini, rendendoli protagonisti di una missione di civiltà e di buon senso.
Per questo, oltre che sul nostro impianto di selezione, abbiamo investito tanto su programmi di formazione dedicata ai ragazzi, sulla comunicazione e sull’organizzazione di occasioni di incontro e di cultura. Sì, perché a ben vedere il concetto del riciclo dei nostri rifiuti racchiude tanti valori civili che possono entrare nel patrimonio culturale di una società, rendendola più matura e consapevole.
E proprio perché questo progetto coinvolge democraticamente ogni singolo cittadino, non può che trovare il suo naturale veicolo nella rete. Abbiamo costruito un sito che non si propone solo come pagina aziendale, ma soprattutto come contenitore ghiotto di informazioni e riflessioni utili alla popolazione della nostra isola. Uno spazio di condivisione e approfondimento di fatti e racconti che in un modo o nell’altro possiedono un collegamento con il vastissimo tema dei rifiuti in Sicilia.

Perché in Sicilia siamo immersi nella cultura, e molto spesso ci troviamo a fronteggiare grandi sfide culturali. Ma il popolo Siciliano ha nel dna un passato di coraggio e civiltà che anche in questo caso, bisogna proprio dirlo, farà la differenza..

Noi non smetteremo mai di sognare. Ma di una cosa oggi siamo più coscienti: che da un’idea leggera come un fazzoletto di carta, lottando e non arrendendosi, può nascere tutto un mondo che non ti saresti aspettato.
E questo è solo un altro modo per dire ancora una volta che bisogna credere in noi stessi e nella nostra Sicilia.

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