LA RIVOLUZIONE SEMPLICE

Posted at 14 luglio 2013 | By : | Categories : Raccolta Differenziata | 0 Comment

La rivoluzione della differenziata in Sicilia

Perché quando si parla di raccolta differenziata in Sicilia, sembra quasi spontaneo pensare che raggiungere livelli accettabili, come in altre parti d’Italia e come la Comunità Europea richiede, sia una missione impossibile?

Fin dalle prime fasi del nostro progetto, questa domanda è stata sempre centrale, perché noi pensiamo che, come spesso avviene nelle questioni sociali importanti, alla base dei tanti insuccessi raccolti finora su questo argomento, una parte determinante l’hanno giocata i piani di comunicazione mal congegnati, che non si sono posti, e dunque non hanno centrato i giusti obiettivi.

Di sicuro bisogna fare qualcosa in tempi molto rapidi, se pensiamo che siamo già in piena fascia soggetta alle sanzioni della CE, avendo livelli di raccolta differenziata che neppure si avvicinano al 10%, quando dovremmo essere già almeno al 40.

La Ecoface ha percorso fin dall’inizio una strada a doppia corsia. Da una parte progettando un impianto con le migliori tecnologie sul mercato, che potesse trattare molte varianti di materiale secco, rendendolo pronto al riciclo, dall’altra pianificando strategie di marketing e comunicazione on e off-line che potessero coinvolgere adeguatamente ogni fascia di popolazione.

Ci siamo ispirati a diversi casi di successo sul territorio italiano, come quello di Salerno, che in pochi anni è riuscita a raggiungere addirittura il 70% di raccolta differenziata. Questo case study è stato pubblicato dal Conai attraverso un ottimo report che illustra nei dettagli come si è arrivati a raggiungere quei risultati. Dal principio, alla fine.

Naturalmente ci siamo accorti che una parte molto rilevante, anche in questo caso, era rivestita dal programma di analisi preliminare, segmentazione della popolazione, conoscenza della conformazione urbanistica, e poi ancora di monitoraggio costante durante ogni fase del piano, sostenuta da una comunicazione attenta e pensata per ogni gruppo socio-demografico.

Man mano che andavamo avanti con la definizione del nostro progetto, ci rendevamo sempre più conto di quanto la questione rifiuti sul nostro territorio, si trovasse così ingarbugliata e confusa non per deficit culturali o “antropologici”, non siamo noi a essere strutturalmente impediti in questa pratica ormai necessaria. Molto più probabilmente non si è ancora riusciti ad impostare un sistema appropriato, dove la pubblica amministrazione riesca a trasmettere gli input giusti alla popolazione, ma anche a monitorare costantemente risultati e progressi, facendo tesoro dei dati disponibili e, con la corretta lettura di questi, correggere le strategie in atto per modellare i servizi sulle reali esigenze della cittadinanza.

Ci siamo sempre più resi conto che forse questo delicatissimo problema che vive tutt’ora il nostro territorio, e che si traduce in costi sempre in crescita a carico della popolazione, con le bollette che non accennano ad imboccare trend in discesa, forse potrebbe prendere la via giusta, mettendo in atto quella che noi chiamiamo una “rivoluzione semplice”, un processo che abbia come presupposto l’interazione tra marketing, comunicazione, nuove tecnologie, politiche più accorte, ma soprattutto che si fondi sulla collaborazione tra soggetti pubblici e privati che abbiano una visione comune e che inizino insieme a vedere i materiali di scarto non più come un rifiuto, ma piuttosto come una risorsa.

Da questa materia è possibile ricavare benefici per tutti, riducendo i costi a carico delle pubbliche amministrazioni, che potrebbero utilizzare i capitali risparmiati per opere di pubblica utilità, tagliando progressivamente le bollette, creando benefici all’economia locale con la creazione di nuove opportunità di lavoro nel settore.

La differenziata possiamo farla anche noi, qui in Sicilia, non abbiamo meno potenzialità dei cittadini del Veneto o di Salerno, tuttavia bisogna che tutti riescano a vedersi come protagonisti di una sfida comune di civiltà e dignità a favore del proprio territorio.

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